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La Chiesa ricostruita

 

Figure scolpite sul portale della Chiesa

Figure scolpite sul portale della Chiesa

 
Chiesa di Santa Maria "Castro Forini"
 
Di patronato della famiglia Fanelli, da alcuni anni che la Chiesetta di Martignano, com'è conosciuta da tutti i forinesi, è stata ricostruita. Mutata leggermente nell'aspetto, soprattutto all'interno, è tornata al centro della "scampagnata" del Lunedì in Albis. Ma, come di consueto, diamo qualche notizia storica sulla chiesetta. Pare strano che una chiesa sia così fuori mano rispetto al paese, data anche l'epoca della sua fondazione, presumibilmente intorno al XII-XIII sec. se non prima. La stranezza deriva dal fatto che comunque il Casale più prossimo ad essa, il Casale d'Amato è stato fondato intorno al XVII secolo e per di più con scopi di "isolamento" per i colpiti dai morbi pestilenziali di quel tempo. Una delle supposizioni circa questa sua dislocazione è spiegata dall'ipotesi che nella zona insistesse un campo romano-bizantino, e questo è giustificato da alcuni ritrovamenti "non ufficiali". Sembra che una decina d'anni fa siano state rinvenute in loco alcune urne funerarie, e che ci sia comunque tutt'ora un interessamento competente all'area. Comunque, le prime notizie scritte fanno riferimento a un censimento compiuto nel 1228 dal "Maestro Bernardo Canonico di Salerno". In questo documento viene certificato il possesso da parte dell'Arcivescovo di Salerno delle chiese di "... Santa Maria di Forino, Santo Stefano, San Nicola e di San Silvestro della stessa terra." Il fatto che a quei tempi fosse al centro dell'interesse anche di alcuni sovrani, i quali ne facevano dono anche a personaggi non locali, quali nel 1277 il reverendo Gervase de Saumeriac, stanno a testimoniare che la stessa era in possesso di un certo patrimonio e di rendite derivanti dalle varie gabelle del tempo. Il Re Carlo d'Angiò, nell'anno 1280 la dichiarò alle dipendenze della Regia Curia e poi, negli anni 1304 e 1305, dallo stesso Re Carlo d’ Angiò venne concessa a “Laurentio Acconciajoco de Ravello". Nell'anno 1395 il Re Ladislao fece donativo della chiesa al collegio dell'Annunziata delle Canonichesse Lateranensi di Nola, con il diritto di nominare il Rettore. Comunque il triste destino della chiesetta, meta della succitata festa campagnola, come la definiva in un suo scritto il Vespucci, trovò il suo compimento con il terremoto del 1980. Il solaio crollò all'interno, e per venti anni di esso ne furono i padroni l'immondizia e le sterpaglie. Ma questo è solo un ricordo oramai, e il fabbricato, ricostruito, può di nuovo ospitare i fedeli che qui si recano sempre numerosi da sempre. Ma quali sono le origini della festa? Secondo il Vespucci, "Il giorno del lunedì in Albis, continuando una antichissima tradizione che risale all'anno 1400, nel primo pomeriggio, i forinesi e festaioli di paesi vicini, raggiungono la località “Martignano” ove è situata la antichissima chiesetta “Santa Maria de castro Forini”. Dopo reso omaggio alla Madonna che, nella mattinata, è stata portata in processione a Martignano la folla dei convenuti si abbandona ad una schietta e sana allegria. Si consumano i resti dei dolci pasquali, noccioline e lupini... si praticano giochi popolari e si balla, nello spiazzo latistante la chiesetta, al suono caratteristico e anche bello del “rancascione”, che è una piccola banda musicale composta dal suonatore di tamburo, dal suonatore del tamburello, dal suonatore dei piatti e dal suonatore di una trombetta di legna a puca". Pregevole il portale in tufo pipernoide risalente al XII-XIII secolo con gli altorilievi di San Nicola e Sant'Aniello.
E finalmente, possiamo narrare in queste pagine, di un recupero, seppur parziale ma enormemente importante, di un pezzo di Forino che ancora per molto non cadrà nell'oblio.

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