I fumi agricoli, una emergenza ambientale

La sera del 7 di settembre 2010 ha offerto a chi percorreva le strade montane del territorio forinese uno scenario della valle sottostante alquanto insolito. Lunghe e dense nuvole di terreno si stagliavano nel cielo, prodotto di un nuovo tipo di raccolta delle nocciole, quello tramite un macchinario aspirante. Mi è stato spiegato che questo macchinario raccoglie tramite un tubo tutto quello che si trova sul terreno. Effettua anche una prima selezione, immagazzinando oltre le nocciole anche piccoli sassi. Una seconda fase prevede l'eliminazione di questi, diamo per buona questa notizia. Ma il macchinario prevede anche che la polvere espulsa nel ciclo debba passare per un filtro, solitamente un sacco, che però non viene applicato perchè poi ci si dovrebbe fermare spesso per pulirlo. Il risultato è un'altissima concentrazione di polveri nell'aria, che va a peggiorare già la situazione fastidiosa provocata dall'accensione dei fuochi notturni per la bruciatura dei residui organici vegetali.


In questa pagina alcune foto scattate il 7 di settembre 2010 dalla provinciale Piano Salto-Forino

Qui entra in gioco anche un argomento che è molto sentito da molti degli associati a "Saluti da Forino.it", l'uso dei diserbanti. Una ricerca effettuata in rete dal socio Massimo Peluso lo ha portato a trovare un documento-denuncia molto interessante che illustra gli effetti dell'uso indiscriminato di questi prodotti, e di cui ne abbiamo estratto e adattato parte del contenuto, pensandone di farne un manifesto di sensibilizzazione.

Solitamente si è restii nel parlare di diserbanti e pesticidi, pare che questo argomento riguardi solo gli agricoltori. Ma veramente i cittadini sono d'accordo a voler ignorare i gravi rischi a cui sono esposti? Questa è una inconsapevolezza gravissima, perché è impensabile che un padre di famiglia possa mettere a rischio la vita dei suoi familiari. Probabilmente il rischio di tossicità illustrato nelle confezioni del prodotto non è stato abbastanza convincente oppure gli è stato più abilmente reso incomprensibile. Ma il dilemma da sempre è diserbante si o diserbante no? E' bene vietare o no i pesticidi? Ogni volta è un dramma generale, perché ogni regolamentazione sull'uso di questi veleni, è di questo che stiamo parlando, sembra sia un attacco all'agricoltore, alla sua economia, più che altro una privazione della sua libertà. Ed in parte è vero ma è vero anche che l'utilizzo di queste sostanze chimiche è una privazione della libertà altrui. Ad ogni modo, per quanto delicato sia l'argomento spesso in bilico su forti contraddizioni, non possiamo fare a meno di parlarne. Riteniamo giusto quindi che un agricoltore faccia uso di diserbanti, ma nei termini di legge consentiti e soprattutto in base ad un regolamento di polizia locale che avrà valutato attentamente il rischio e come ridurlo nelle aree di produzione, il periodo, le distanze da abitazioni, strade trafficate e transitate regolarmente da auto e pedoni, prima, durante e dopo i trattamenti, le percentuali consentite e soprattutto la reale necessità di un trattamento. Si perché spesso, come succedeva in passato, abbondare sulla percentuale del prodotto costa solo un po’ di più ma alla fine sarà più efficace, mentre una presenza ridotta potrebbe rendere il trattamento inutile. Ovviamente questo modo di pensare giova esclusivamente a chi vende il prodotto non certo all'agricoltore che dovrà respirerà una percentuale maggiore di prodotto mortale, o all'ambiente che dovrà smaltire una percentuale maggiore di veleno o che dovrà perdere un numero maggiori di insetti ed uccelli, molti dei quali hanno proprio il compito di eliminare i parassiti e gli altri insetti dannosi. Da decenni la nocciola porta benessere e ricchezza all’economia forinese, ma la corsa è stata allo sfruttamento del territorio in ogni sua forma per ottenere il massimo rendimento senza preoccuparsi delle conseguenze future, dell'eccessiva produzione, dell'inquinamento dovuto proprio ai diserbanti, fertilizzanti, pesticidi, alle polveri pericolose delle macchine raccoglitrici e, ignorato da tutti ma non per questo meno dannoso, l'inquinamento dei gas di scarico delle macchine agricole, praticamente tutte prive di filtri. Ora, alla luce dei fatti che si stanno verificando, si cerca di correre ai ripari senza tuttavia affrontare le cause e soprattutto le responsabilità dirette e indirette che hanno avviato un percorso a rischio e che potrebbe essere di non ritorno. Ci si è preoccupati di portare a casa un quintale in più invece di puntare alla qualità, ad una identificazione geografica, alla promozione e valorizzazione del prodotto di Forino e all'avvio di nuovi indotti. Oggi, dopo le grandi battaglie per la riduzione dei prodotti chimici ad alto rischio usati in agricoltura, c'è una inversione di tendenza verso l'irresponsabilità e verso l'egoismo totale: diserbante a volontà, ovunque, e se questo pensiero viene avallato dai politici, vuol dire che si può fare e che tutte le restrizioni imposte negli anni precedenti erano soltanto privazioni della libertà.

 
 

Quegli anni di restrizione, tuttavia, non sono stati sufficienti a frenare il degrado causato dai prodotti chimici. Inoltre non dobbiamo sottovalutare il problema delle polveri messe in aria durante la raccolta e nei mesi prima, sotto forma di fumi per la pulizia dal fogliame, e che sono state sottoposte ad uno studio di ricercatori i quali hanno già riscontrato la pericolosità della polvere stessa, e stanno valutando i valori dei prodotti chimici in essa contenuti, utilizzati durante i trattamenti. Quei trattamenti che sono ormai diventati sempre più frequenti per combattere cimici, funghi e parassiti. Li vediamo continuamente questi agricoltori, molti di loro senza neanche protezioni personali quali maschere o tute, muoversi negli orari più strani, furtivamente, con il trattore e la botte al seguito che irrorano con l'atomizzatore anche se c'è vento, incuranti di tutto il resto, se da li a poco passerà una persona a passeggio, magari con bambini. E' una brutta illustrazione della situazione dei nostri dintorni, ma le nocciole significano soldi, e i soldi sono più importanti della vita degli altri, anche quella dei propri figli. Questo è molto chiaro ai nostri politici ed è per questo che non ne parlano mai contro, anche se nell'aria le loro famiglie respirano il veleno dei fitofarmaci, perché limitare i diserbanti e pesticidi fa perdere le elezioni. Ma siamo convinti che sia proprio così? Siamo proprio certi che i forinesi siano disposti ad avvelenarsi per un quintale in più? Non sarebbe meglio perdere un po’ di raccolto e recuperare quella perdita certificando un prodotto di qualità? Magari migliorando la qualità della vita, aumenterebbe il valore dei propri raccolti, dei terreni, delle case, dei prodotti locali, del turismo, dell'indotto. Certo è che orientarsi verso la qualità significherebbe lavorare meno, spendere meno soldi in trattamenti chimici e diserbanti e questo probabilmente non piacerebbe a tutti.

Penso che questo testo che stiamo pensando di proporre all'attenzione di un pubblico più vasto di quello del web, dica tutto e di più in riguardo a questo argomento che colpisce tutti noi direttamente.